domenica 22 febbraio 2015

CONIGLIO RIPIENO DI PATATINE NOVELLE

Non vi ho mai detto di essere vegetariana ... credo che non lo sarò mai ...ma ho una morale di ferreo rispetto degli animali. Se un animale viene sacrificato, va onorato in ogni sua parte e va celebrato con un grande piatto.
Questo povero coniglio, per esempio, mi ha dato la possibilità di esercitarmi sulla tecnica di disossamento (... oggettivamente difficile) ed ho cercato quindi di tributargli ogni onore possibile


provando a costruire un buon piatto.
Una volta ricavate delle fettine battetele col batticarne per ridurne lo spessore: chiaro che le parti delle cosce saranno più spesse e le parti del costato saranno già sottili di loro.


Una cosa è certa: avrete tanta polpa di scarto, che potrete utilizzare battendola al coltello per farci un saporitissimo ragù, ed avrete la carcassa, ottima per fare un fondo di coniglio per arricchire il piatto.
Insomma, potete dire che non buttate via nulla ed essere in pace con il mondo animale. Se poi la vostra religione personale vi dice qualcosa di diverso, capisco e rispetto ... ma chiudete il post...


Snoccioliamo delle olive nere, bardiamoci una patata novella, intorno alla quale arrotoleremo, dopo aver leggermente salato, una fettina di coniglio. All'interno metteremo anche un pò di rosmarino.
Arrotoliamo e chiudiamo con del filo da cucina.


Rosoliamo in padella su tutti i lati (con uno spicchio di aglio), sfumando con della birra o con del vino bianco 


dopodichè li metteremo in forno per una cinquantina di minuti a temperatura elevata, contornati da altre patate novelle (se sono davvero piccole i tempi di cottura dovrebbero coincidere). In caso contrario, sbianchitele prima una decina di minuti in acqua acidulata.
Nel frattempo cuocete in padella dei funghi pioppini con uno spicchio di aglio, a fuoco forte.


Quando gli involtini sono cotti fateli raffreddare un attimo e tagliateli a fette spesse circa 2 cm


e componete il piatto con i funghi, le patate, le olive e un filo di glassa di aceto balsamico


praticamente ... un coniglio alla cacciatora assemblato in modo diverso ... 




sabato 7 febbraio 2015

TONNARELLI ALLA CREMA DI PECORINO CON AGNELLO E CARCIOFI CROCCANTI

Costruiamo lo scenario ... abbiamo a disposizione questa magnifica polpa di agnello


e delle costolette già disossate


due carciofi

e della fantastica pasta all'uovo


Battiamo al coltello la polpa di agnello


prepariamoci un ragù in bianco veloce, facendo stufare uno spicchio di aglio, aggiungendo alloro, rosmarino e salvia, e sfumando con della birra (vino bianco in alternativa è ok). Abbassiamo la fiamma e cuociamo a fuoco bassissimo per circa 20 minuti.


Infariniamo le costolette e friggiamole in olio di semi. Se necessario per i tempi, teniamole in caldo dopo cotte.


Contemporaneamente sciogliamo del burro, aggiungiamo latte e abbondante pecorino e facciamo rapprendere su fuoco bassissimo per 5 minuti


Mentre la pasta si cuoce friggiamo i carciofi tagliati a julienne


Scoliamo la pasta molto al dente e mantechiamo in padella con la crema di pecorino ed il ragù di agnello.


Componiamo il piatto dando il giusto rilievo  alle costolette e ai carciofi, ma, dopo tutto, come più ci suggerisce la fantasia.

mercoledì 28 gennaio 2015

AGNELLO MARINATO AL LIMONE DEL GIARDINO DI CLAUDIA

... che però non sono io!
ma la mia omonima vicina di casa!!
Per iniziare ad onorare questi fantastici limoni che vengono dalla Calabria ha lentamente preso corpo un piatto di carne con un unico chiaro filo conduttore: far scoppiare questa bomba di colore, sapore e purezza! Dire biologico non rende l'idea ... questo è un LIMONE!


Ho una certa predilezione per gli abbinamenti carne-frutta. Qui, secondo me, ci stava proprio bene un agnello, che in una marinatura acida trova sempre la sua esaltazione. Per cui, via dal macellaio ...


Questo cosciotto, una volta pulito, vi rende più o meno quanto segue


Gli ingredienti, oltre alla carne, presto detti: salvia, alloro, rosmarino, cipollotto, scorza e succo di limone per la marinatura e per la salsa ... Poi io avevo sottomano qualche foglia di rughetta e degli champignon cotti, che hanno certamente aiutato, ma la logica è che se avete qualche verdura da riciclare ... è ok ... pensate, per esempio, a dei carciofi ... e vabbè, lo so anche io che carciofo e agnello non si batte ...


cipollotto di Tropea, anch'esso per la marinatura e per la salsa ...


Ma andiamo per gradi. Lo abbiamo detto più volte ma abbondiamo: per marinare non serve un enorme quantità di liquido di marinatura; se usiamo un sacchetto di plastica possiamo marinare una bella quantità di carne con poco liquido, perchè il sacchetto farà aderire benissimo il liquido alla carne. Quindi, mettiamo nel sacchetto la carne, un pò di succo di limone, un pò di scorza tagliata a listarelle, mezzo cipollotto, salvia, alloro, rosmarino e poco olio. Chiudiamo bene il sacchetto e lasciamo marinare per appena mezz'ora (l'agnello giovane è tenero e delicato, se fosse pecora, per intenderci, dovremmo darci ben più da fare).


Tiriamo fuori la carne e tagliamola a piccoli medaglioni alti circa un centimetro e mezzo


Sciogliamo in una padella del burro e facciamo stufare il cipollotto con un pò di succo di limone e altre listarelle di scorza. Tagliamo una pera matura e aggiungiamola in padella. In circa 10 minuti la consistenza della salsa sarà densa e abbastanza cremosa. Regoliamo di sale e aggiungiamo un pò di pepe. Siamo quasi pronti.


Cuociamo i medaglioni di carne su una piastra o in padella, con aggiunta minima di olio. Regoliamo la carne di sale e il gioco è fatto. Passiamo a comporre il piatto con un cucchiaio di salsa di pere e limone sul fondo



Due foglie di rughetta sempre sul fondo, poi, a salire, agnello, frutta, agnello, champignon, agnello ... siete i re, decidete voi!


A composizione finita, guarnite con rondelle di cipollotto, scorze di limone, un filo di olio e.v. e pepe.



... che dire ...?
GRAZIE CLAUDIA!

martedì 6 gennaio 2015

STRUNCATURA AI FUNGHI PORCINI


BEN RITROVATI!

Oggi parliamo di struncatura, che è una pasta di semola integrale che risale addirittura al XVII secolo, originaria della Piana di Gioia Tauro, che con il tempo è diventata patrimonio culturale di alcuni paesi di Aspromonte. Tradizionalmente prediletta dalla fascia più indigente della popolazione, la sua consistenza ruvida e decisa la rende la pasta più indicata per condimenti molto saporiti.
E noi ci abbiamo provato!
Vi sembra abbastanza deciso il connubio fungoporcino+castagna+salsiccia??

Il risultato ha convinto sia me che gli ospiti, per cui senza timore ve la propongo. Va detto che i funghi in questione erano realmente di buona qualità, tali da nobilitare anche la più anonima pasta industriale ... ma non era il nostro caso, quindi il risultato è stato eccellente!
Ma andiamo per gradi.
Spazzoliamo delicatamente i funghi porcini 
e tagliamoli a fettine
In precedenza avremo lessato dei marroni e li avremo spezzati grossolanamente con le mani
Spelliamo le salsicce e scottiamole in padella ... in un attimo sono pronte e ben caramellate.
Cuociamo i funghi in padella con uno spicchio di aglio e un trito di erbe (potendo scegliere andrei sul timo, altrimenti il prezzemolo va benissimo, ma anche mix di erbe diverse - salvia, rosmarino - ci si sposa bene).
Questo è l'aspetto della struncatura da cruda. Pensate che anticamente era prodotta con gli avanzi della macinazione del grano che si raccoglievano per terra e, essendo un cibo decisamente povero, veniva venduta sfusa, avvolta nella carta paglia
Facciamo amalgamare gli ingredienti della salsa, ormai cotti: funghi, castagne e salsiccia
Scoliamo la pasta al dente e mantechiamo in padella
In barba alle origini  

.... un piatto ricco, senza alcun dubbio!!!


venerdì 14 novembre 2014

BROWNIES E ALTRE TENTAZIONI

Il cioccolato non ha confini, è internazionale, cosmopolita, globale ... direi ... ecumenico ... nel senso che mette d'accordo tutti, uniforma i linguaggi ed i palati ...


per cui non ci stupiamo se, da un vicolo di una città bretone, 


dove ci imbattiamo per caso in una cioccolateria che più francese non si può ...


ci viene voglia di provare i brownies americani, che nascono per festeggiare Halloween, ma che pare abbiano origine addirittura in Scozia ...

Fatto sta che, armati della solita voglia di sperimentare, facciamo finta di dimenticarci, per un  attimo, che in Italia sappiamo fare la torta caprese, che a Vienna fanno una sacher da paura etc...

Per dei buoni brownies occorrono 500 gr di noci sgusciate e tritate, 200 gr di farina, 2 uova, 400 gr di zucchero, 120 gr di burro, 200 gr di cacao amaro in polvere, un cucchiaino di polvere di vaniglia. 
Risultato? circa 30 quadratini di brownies da 4 cm di lato.


Mescoliamo il cacao con il burro a temperatura ambiente e uniamo una per volta le uova,

lo zucchero, la polvere di vaniglia, 


la farina, le noci


ed un pizzico di sale. Lavoriamo fino a che il composto sia omogeneo


Imburriamo bene una teglia di alluminio (meglio se usa e getta...sarà più facile tagliare e sformare), riempiamo con il composto, schiacciando con le mani umide per uniformare il livello


In forno per 35-40 minuti a fuoco medio.
Tagliare una volta stiepidita


e spolverizzare con zucchero a velo.
Se invece vogliamo giocare ...


usiamo qualcuna delle delizie che abbiamo rubato in Bretagna e cerchiamo di stupire ...


Col cioccolato a volte si ottengono degli effetti veramente insperati ... quindi ... scegliete bene chi invitare ... e ...

IN BOCCA AL LUPO!!!!